30 Novembre 2020

Tra la festa del Ringraziamento e il Natale

Svetlana Panič

Filologa, traduttrice, è ricercatrice presso l’Istituto Solženicyn “Casa dell’Emigrazione russa”, Mosca.

Il 26 novembre negli USA si festeggia il Giorno del Ringraziamento. Tacchino, torta di zucca e tutto il menù di rito. Su queste cose si può far dello spirito, «decostruire» e spiegare quanto sia ingenuo, sconveniente e fuori luogo ringraziare nello «stato attuale delle cose»; ma se invece vogliamo parlare seriamente, penso che un giorno del ringraziamento ci stia bene in qualsiasi calendario.

Perché ognuno, se toglie la maschera capricciosa e ci riflette onestamente, ha da ringraziare ogni giorno, e quel che sembra «poco» o «insignificante» può rivelarsi immenso; quel che è faticoso può mostrarsi salutare.

Ringraziare «per il cielo e la terra, i vicini e i lontani…», per quelli che ancora non sono malati, o che lo sono in forma leggera, o stanno guarendo; per una medicina trovata al momento giusto; perché gli amici ti chiamano e tu li puoi richiamare liberamente; per la citazione o il libro assolutamente indispensabili che trovi al momento giusto; per tutto quello che ti scende dal cielo appeso a una cordicella, anche se si crede che questo metodo di consegna sia stato abolito da anni annorum; per il ricordo sereno e l’invisibile presenza di quelli che ami; per le domande che fanno riflettere; per la musica e per la striscia di luce che perfora inaspettatamente le nuvole dense e grigie; per le conversazioni il cui senso è più grande del significato delle singole parole; per l’invisibile che ti aiuta a dire «grazie» pur nella stanchezza più assoluta, nello smarrimento, nell’impotenza, nelle sabbie mobili, e ancora e ancora…

Più vado avanti a vivere, più mi convinco che nessun giorno, cioè il tran tran quotidiano, è mai «grigio», se ben guardiamo è un mare scintillante di doni arrivati nella forma di fatti comuni, talvolta troppo comuni e trascurabili perché vi riconosciamo un motivo di ringraziamento.

Per questo, allora, ci vuole una data del calendario che ci faccia riprendere fiato, guardare meglio, esprimere.
«Tutto può diventare ringraziamento. – ha scritto Dumitru Stăniloae – Tutto ciò che si fa con amore e libertà». E mettiamoci pure la torta di zucca col suo bel colore arancio e il confortante aroma di cannella.

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