di Svetlana Panič

Caspita, gli idraulici!

11 Gennaio 2019

Sono venuti gli idraulici, dei tipi cordiali che parlavano come degli intellettuali. Vitja e Vova. Hanno sostituito presto e bene quel che dovevano sostituire. «Ma dov’è il gatto? – ha […]

di Vladimir Zelinskij

Era il 5 gennaio 1951

10 Gennaio 2019

In internet ho intravisto una fotografia del funerale dello scrittore Andrej Platonov, il 5 gennaio 1951. Probabilmente, io che scrivo rimango oggi l’ultimo ad aver visto e a ricordare il […]

di Tat'jana Krasnova

30 anni fa il terremoto in Armenia

27 Dicembre 2018

Dicembre 2018 Sono passati 30 anni dal terremoto in Armenia. Il terremoto, per noi. A quel che so ci furono vittime in ogni famiglia armena. A Spitak e Leninakan. Fu […]

di Tat'jana Krasnova

Giochiamo alla guerra

7 Dicembre 2018

In una scuola di Pietroburgo hanno assegnato come compito ai ragazzini di dieci anni «scrivi una lettera al papà al fronte», secondo le indicazioni contenute nel manuale scolastico Testi letterari di L. Klimanova.
Ho provato ad immaginare cosa sarebbe successo se avessero chiesto di scrivere «al papà al fronte» a mia figlia quando aveva 10 anni. Sarebbe scoppiato un putiferio. La mia fantasia riesce a immaginare solo una scenata, un 5 per non aver fatto il compito e la chiamata dei genitori a scuola.

di Ol'ga Sedakova

La catastrofe e l’accordatore di pianoforti

30 Novembre 2018

Il tempo trascorso dalla rivoluzione in qua non può essere pienamente descritto se non dalla parola «catastrofe», non c’è parola più adeguata. «Catastrofe» è il termine più comprensivo, perché include sempre qualcosa di sovrapersonale, quasi di cosmico, quasi non dipendesse neppure dagli uomini, figurarsi dal singolo; include crimini e sofferenze, e anche il democidio – parola che ho appreso di recente e che riguarda l’uccisione di un popolo da parte del proprio governo.

di Svetlana Panič

La guerra, non in nome mio

28 Novembre 2018

I miei vecchi, che hanno vissuto la battaglia di Oranienbaum e di Leningrado, l’assedio, l’evacuazione, vivevano con un pensiero: «Mai più guerra». Con questo pensiero si teneva duro davanti alle quotidiane umiliazioni della vita, alla mancanza di soldi, di diritti, alle «temporanee difficoltà», alla mancanza di libertà. «In qualche modo ce la faremo, ma mai più guerra».

di Vladimir Zelinskij

Un pensiero semplice, in mezzo alle polemiche

13 Settembre 2018

Perché la Chiesa russa non mostra un po’ di compassione per i milioni di suoi ex figli e non dona loro una Chiesa canonica, per amore della loro salvezza eterna? Al di là delle tempeste politiche o canoniche, perché non decidere di avere compassione?

di Svetlana Panič

La tecnica del sospetto, e la potenza di un gesto solidale

7 Settembre 2018

Sof’ja Petrovna, protagonista dell’omonimo romanzo di Lidija Čukovskaja era convinta della giustezza assoluta dell’ordinamento socialista sovietico. La sua certezza non viene meno neppure quando arrestano suo figlio: certo le cose […]

di Ol'ga Sedakova

Cosa è avvenuto nel nostro spazio pubblico

24 Agosto 2018

Tempo fa ho scritto un saggio, La mediocrità come pericolo sociale.
Mi sbagliavo. Il pericolo è un altro. Quello che si presenta sulla nostra scena storica non è neanche più la mediocrità ma qualcosa che sta molto più in basso. La mediocrità è la protagonista del totalitarismo «canonico». Quello, cioè, che giustifica la propria violenza con le «idee» globali, e che rispetta una certa etichetta.
La mediocrità non auspica l’arroganza spropositata e impudente, né la stupidità ostentata.

di Ol'ga Sedakova

Contro il falso orgoglio

20 Giugno 2018

Oggi si discute molto sul vero patriottismo, sull’orgoglio nazionale; Sergej Averincev diceva: «Penso che l’amore per un paese, come l’amore per una persona, si esprima nella sollecitudine, in un atteggiamento […]

di Tat'jana Krasnova

La mamma è nel panico…

17 Maggio 2018

Mia mamma ha 82 anni ed è malata cronica. In pratica questo vuol dire che ha un sacco di problemi e guarirla non si può. Nessuna medicina può ridarle i […]

di Svetlana Panič

Attenzione al clima…

11 Maggio 2018

Sono sotto l’impressione di una recente discussione. Se d’un tratto, per qualche misterioso motivo, cominciassi a giustificare il male e l’ingiustizia tirando fuori «la nostra arcana mentalità e il nostro […]

di Ol'ga Sedakova

In margine all’anniversario della Vittoria

7 Maggio 2018

Ricordo un vecchio tedesco, proprietario di un agriturismo con annesso allevamento di cavalli. Mi avevano sistemata presso di lui i proprietari del castello Gut Böckel, dove Rilke scrisse la Quarta […]

di Ol'ga Sedakova

Vittorio Strada, la forza di una visione integrale

3 Maggio 2018

Di Vittorio Strada, filologo, critico, filosofo, sociologo, traduttore, studioso della politica attuale e passata, grande cultore di libri, amico di moltissimi amici russi, bisognerebbe parlare a lungo. Il semplice elenco […]

di Vladimir Zelinskij

La fatalità chiede l’abisso del silenzio

26 Aprile 2018

Mi chiederete cosa c’entra l’icona. L’icona della Vergine è colma di silenzio. Davanti a quello che è successo ai bambini a Kemerovo non si trovano parole adeguate. C’è il cordoglio, […]