27 Gennaio 2017

Un’orgia di belle parole

Svetlana Panič

Filologa, traduttrice, è ricercatrice presso l’Istituto Solženicyn “Casa dell’Emigrazione russa”, Mosca.

Il vuoto riempito di parole altrui resta pur sempre un vuoto riempito di parole altrui, fino al momento in cui la parola degli altri non si coagula in un seme dal quale comincerà a germinare con fatica, tormento, dolore l’esperienza personale.
Fino al momento in cui non si porrà come una domanda scomoda cui bisogna dare una risposta personale, non imparata sui libri.
Fino al momento in cui non penetrerà come un raggio attraverso i paraventi e le cortine della vita, e mostrerà cos’è nascosto là dietro.
Padre Michail Špoljanskij ha detto una volta che si possono ripetere sino alla noia i testi più autorevoli, ad esempio le parole del metropolita Antonij di Surož, ma sino a che non avremo verificato queste parole su noi stessi almeno una volta, spassionatamente, resteranno appunto delle citazioni altrui senza virgolette.
Se invece le verificheremo anche una sola volta, capiremo il peso reale di queste parole, e che sono da trattare con grande cautela.