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Dove cade lo sguardo

Un mio maestro d’università, il grande fonetista Michail Panov diceva, facendo riferimento a qualcuno: «Il poeta viene giudicato guardando alle altezze, il lettore invece guardando al basso. Se Blok, ad esempio, ha alcuni versi un po’ vuoti non è così importante, lo si considera per quelli migliori. Ma se un lettore dice: “A me piacciono – poniamo – Dorizo e Puškin”, in quel caso Puškin non lo si prende in considerazione».
Oggi che la gerarchia dell’alto e del basso è stata eliminata, e bisogna «trovare qualcosa» in tutto senza distinzione, un giudizio del genere non lo si capisce più, o appare snob.
Invece io la penso così. Come al secondo anno di università.
Ma è interessante sapere, in questo caso, come si fa a giudicare una persona? Io spesso lo faccio «guardando al basso» (dopo un certo numero di «bassi» nelle sue altezze non ci credo più).
Ma in realtà sarebbe più giusto farlo «guardando alle altezze». Come si giudica un poeta, non un lettore.