21 Marzo 2017

Miloslav Vlk: sono felice della mia vita

Angelo Bonaguro

Sarà celebrato sabato prossimo nella cattedrale di Praga il funerale del cardinale Miloslav Vlk (1932-2017), scomparso il 18 marzo dopo un rapido aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Arcivescovo di Praga dal 1991, ha raccolto l’importante eredità lasciata dal cardinal Tomášek. Con il presidente Václav Havel ha rappresentato un «secondo remo» che ha contribuito a traghettare la Cecoslovacchia comunista verso il ritorno alla democrazia.
Dopo l’euforia iniziale dei primi tempi di ritrovata libertà, in cui anche la Chiesa ha potuto godere della stima dell’opinione pubblica, grazie alla testimonianza resa per decenni da molti suoi figli, Vlk ha avuto il compito non facile di sbrogliare matasse rese assai intricate dall’epoca totalitaria.

C’era tutto da ricostruire, dalle strutture prettamente ecclesiali alla vita parrocchiale: ricostituire la gerarchia e le relative sedi centrali e locali, far ripartire le facoltà teologiche, le scuole e gli altri istituti ritornati in seno alla Chiesa. Occorreva ritessere dei rapporti normali tra Chiesa e Stato, reinserire gli Ordini e le comunità religiose, c’era da risolvere la spinosa questione dei sacerdoti consacrati clandestinamente e spesso sposati, la restituzione delle proprietà nazionalizzate (compresa l’annosa diatriba sul duomo di Praga), raccogliere l’intelligencija cattolica per rilanciare i media, avviare piani pastorali… In questo, monsignor Vlk è stato un autentico «architetto del rinnovamento ecclesiale», come ha osservato il suo successore e attuale primate ceco Duka.
«Per avere un significato profondo, una comunità umana non può essere costruita sui soli valori economici – ha scritto l’allora presidente ceco Havel nella presentazione alla biografia di Vlk. – D’altra parte, per essere più duraturi, questi valori economici devono dar vita ad una società ricca non solo materialmente, ma soprattutto spiritualmente. Sarebbe bello che in questo compito coraggioso, difficile ma indispensabile, le Chiese camminassero insieme allo Stato. Sono persuaso che l’arcivescovo di Praga, monsignor Miloslav Vlk, è un valido partner per puntare a questo scopo».

La stanza in cui era ricoverato dal dicembre scorso alla clinica universitaria di piazza Carlo a Praga è diventata luogo di incontro, capace di creare comunione con Dio e con «i fratelli vicini a Dio». Nelle ultime settimane Vlk ripeteva spesso che in questa vita non siamo in grado di esprimere sufficiente gratitudine a Dio, perciò attendeva serenamente il momento in cui avrebbe potuto ringraziarlo «faccia a faccia». Era stupito dall’«ondata di solidarietà e affetto» che l’accompagnava.
«Il mondo che ci circonda ha le sue ombre – ha detto in un documentario della tv ceca: – persone che invece di volersi bene si odiano, e altrettanto fanno i popoli. L’amore è l’unica forza che può rinnovare il mondo (…). Io lo posso dire per esperienza personale, per come ho vissuto: sì, sono felice!».

In cucina (© ČT).

Miloslav Vlk

Dalla prefazione all’edizione ceca de Il senso religioso di L. Giussani, pubblicata dall’editrice praghese «Nové Město» nel 2001…Guidato dalla «passione per la ragionevolezza» che «si mette in moto quando intuisce il mistero», Giussani conduce il lettore sulla via del realismo cristiano a partire dalle esperienze fondamentali di ciascun individuo, e dimostra che una ragione umana sana – tramite la sua forza specifica e sostenuta da un sentimento che sia al posto giusto, – nel momento in cui si apre alla realtà tende al suo orizzonte ultimo, in cui la fede in Dio è vissuta nella comunità della Chiesa.
L’autore è pienamente consapevole di tutti i rischi a cui oggi è esposto il metodo del realismo e della ragionevolezza. Sa distinguere bene il rischio di un pensiero schematico dal necessario radicamento dell’uomo nella tradizione, e dimostra che un individuo separato dal proprio passato finisce per essere isolato e sradicato.
Individua il pericolo insito nelle ideologie che, nonostante le loro premesse logiche, hanno una concezione di uomo decisamente irrazionale. Per questo l’autore è profondamente convinto che «l’autentica religiosità è la difesa ad oltranza del valore della ragione e dell’umana coscienza», in un’epoca in cui la loro importanza è messa in dubbio nella prassi e nella teoria.
L’armonia tra senso della realtà e senso del mistero rappresenta un prezioso ingrediente con cui Giussani aggiunge al libro la fragranza delle grandi opere che si annoverano nella corrente eterna del pensiero cristiano detta philosophia perennis, anche se con il suo orientamento e la sua portata supera l’ambito della filosofia. L’equilibrio fra le «due ali», la fede e la ragione, ne fa un utile ausilio per lo spirito umano che intende «innalzarsi a contemplare la verità», affinché tramite l’amore a Dio e la sua conoscenza «possa giungere anche alla piena verità su se stesso» (cfr. Prologo alla enciclica Fides et Ratio).
La linearità espositiva con cui Giussani conduce il lettore sui passi della fede potrà apparire provocatoria in un’epoca che preferisce accantonare le grandi tematiche. L’autore, tuttavia, oltre che da insegnante, parla qui soprattutto come testimone. Dalle sue righe emerge l’esperienza di centinaia, migliaia di ore dedicate ai suoi alunni adolescenti, ai loro problemi spirituali e umani. Giussani dà voce all’esperienza acquisita durante il periodo della secolarizzazione montante che offre al giovane sempre nuove emozioni, senza però concedergli spazio perché siano assunte e giudicate. L’uomo aspira sempre più urgentemente a qualcosa che non può darsi da sé, che non riesce a misurare e possedere, dato che non è possibile ridurlo solo alla sua natura materiale.
Ciò che molti oggi percepiscono ma non possono, non riescono o non vogliono esprimere, viene narrato con franchezza dall’autore come momento della propria esperienza vissuta e giudicata: «Solo l’ipotesi di Dio, solo l’affermazione del mistero come realtà esistente oltre la nostra capacità di ricognizione corrisponde alla struttura originale dell’uomo».
Alla sua struttura corrisponde allo stesso modo il fatto di essere stato creato libero. Le offerte di libertà inattese, con cui siamo costantemente bombardati dal consumismo, spesso sfociano in una spossatezza indolente, quando non finiscono in varie gradazioni di asservimento e dipendenza. «L’uomo non può evitare questa alternativa – afferma Giussani: – o è schiavo di uomini o è soggetto dipendente da Dio». Ecco un’istruzione pratica per la liberazione!
Lo sviluppo del «senso religioso» dell’uomo rappresenta l’itinerario che conduce alla piena verità su di lui, a quella «verità che lo farà libero» (cfr. Gv 8,12).
Giussani non ci costringe bensì ci invita a compiere un percorso che supera i limiti del preconcetto e dell’errore di pensiero, ci spinge ad un’ulteriore liberazione tramite la conoscenza della verità dell’Essere supremo che «è colui che è» (cfr. Es 3,14), che è amore (cfr. 1 Gv 4,8.16), partecipando così sempre di più al suo stesso mistero.

Dall’omelia per la consacrazione della nuova chiesa delle trappiste di Poličany

Nell’aprile del 2007 nove professe solenni si sono trasferite da Vitorchiano alla Repubblica ceca per fondare un nuovo monastero a Poličany, un paesino sperduto della campagna praghese vicino a un’ansa della Moldava. Successivamente si sono aggiunte altre sorelle ceche e ungheresi. Secondo la tradizione di Vitorchiano, le chiese di questa comunità cistercense sono consacrate alla Madonna. Così anche quella di Poličany è dedicata a «Nostra Signora della Moldava», la cui memoria liturgica cade il 18 gennaio, giorno d’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, tema a cui la stessa comunità trappista dedica molta attenzione.

La chiesa delle trappiste di Poličany.

…Le sorelle trappiste hanno dato alla loro presenza in questo luogo il bel titolo di «Nostra Signora della Moldava», come se volessero indicare che il territorio, in cui scorre il fiume che dà forma a questa terra, venga posto sotto la protezione della «Nostra Signora». E davvero nella bellissima preghiera di consacrazione al Cuore immacolato di Maria, «Nostra Signora della Moldava», le affidano la comunità, il convento, e pregano «per tutto il popolo di questa terra».
(…) Dio però non abita in templi costruiti da mani umane. In questa chiesa sarà presente Gesù risorto se coloro che qui si raduneranno saranno colmati di Spirito Santo. In questo Spirito, che effonde amore nei cuori, come scrive san Paolo ai Romani, in quest’amore di Dio da lui realizzato sarà presente Gesù secondo la sua promessa: «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».
(…) Dopo aver ascoltato la lettura del Vangelo sull’incontro tra Gesù e Zaccheo, e la Lettera di san Paolo agli Efesini, che è una lettera sulla comunità della Chiesa, è necessario parlare del senso dell’esistenza cristiana in mezzo a una società indifferente o non credente, di quelle forme della presenza di Gesù che per il mondo moderno sono più comprensibili dell’eucarestia, e nelle quali il mondo scorge Cristo e l’amore dei credenti.
I testi della vivente parola di Dio che abbiamo letto ci dicono che per questa costruzione e per la sua consacrazione è importante una Chiesa viva nel Signore, ed è ciò che siete voi che qui vi radunate a pregare. (…) Il senso della vostra presenza in questa terra, del vostro sacrificio e delle preghiere, care sorelle, è la sua benedizione, ossia che possa avvicinarsi a Dio.

NOTE BIOGRAFICHE
17.5.1932 Nasce a Líšnice (Sepekov), nella Boemia meridionale.
1943-1951 Si fa strada in lui il desiderio di diventare sacerdote. Studia al ginnasio cattolico di České Budějovice fino al 1948, quando il regime comunista appena instaurato in Cecoslovacchia dispone la chiusura delle scuole confessionali.
1952 Dopo la maturità, è costretto ad abbandonare gli studi superiori che riprende dopo il servizio militare, e si immatricola alla facoltà di filosofia a Praga.
1958 La polizia politica apre un primo fascicolo su Vlk per la sua attività clandestina con gruppi di giovani credenti.
1960 Laurea in archivistica, disciplina meno politicizzata rispetto ad altri indirizzi umanistici. È nominato direttore dell’Archivio regionale e civico di Budějovice.
1964 Dopo ripetuti tentativi e nello sconcerto dei colleghi dell’Archivio, riesce ad entrare alla facoltà teologica di Litoměřice, l’unica ancora aperta nel paese.
23.6.1968 Consacrato sacerdote durante il periodo della Primavera di Praga dal vescovo di Budějovice, Hlouch, che lo nominerà suo segretario.
1970-1978 Durante gli anni della «normalizzazione» seguita all’invasione sovietica dell’agosto 1968, Vlk come «soggetto ostile» viene spostato in parrocchie piccole e fuori mano, dove riesce ugualmente a creare e ravvivare la comunità.

Seguito e fotografato dalla polizia politica (© ABS).

1978-1988 Gli viene revocato per la seconda volta il permesso statale di officiare ed è costretto a trovarsi un lavoro come «civile». Si trasferisce a Praga dove lavora come lavavetri e successivamente, per motivi di salute, alla Banca nazionale. In questo periodo è molto attivo come sacerdote nelle comunità «clandestine», soprattutto collegate al movimento Focolare. Confessa per la strada e nei corridoi del tribunale («Beh, era un edificio pubblico, no? Era anche ben sorvegliato… C’era una panchina nella penombra del corridoio, e lì ho trasferito il mio “confessionale”. Là stavano seduti quelli che attendevano le udienze, e qui ci sedevamo per le confessioni»). È costantemente sorvegliato dalla polizia.
Gennaio 1989 Le autorità comuniste gli permettono nuovamente di svolgere pubblicamente la sua missione pastorale, sempre lontano dalle città.
14 febbraio 1990 Dopo la svolta dell’89, è nominato vescovo di Budějovice.
27 marzo 1991 Nominato arcivescovo di Praga e primate di Boemia.
1994 Creato cardinale.
13 febbraio 2010 Benedetto XVI accetta la sua rinuncia al governo pastorale per raggiunti limiti d’età (superati da tre anni).
2016 Aggravamento dei problemi di salute, gli viene diagnosticato un tumore polmonare con metastasi alle ossa. Ricoverato a dicembre, si spegne a Praga il 18 marzo 2017.

Angelo Bonaguro

È ricercatore presso la Fondazione Russia Cristiana, dove si occupa in modo particolare della storia del dissenso dei paesi centro-europei.

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