24 Gennaio 2020

Gustaw Herling e il lavoro del testimone

Svetlana Panič

Tra i testimoni del GULag Gustav Herling, ebreo polacco e partigiano antisovietico, è il più vicino a noi poiché visse in Italia per 55 anni, ma forse il più lontano per l’ostracismo cui la sua persona e le sue memorie furono soggetti. Il suo Un mondo a parte è un capolavoro che scava a fondo nella fatica e nella responsabilità del fare memoria.

Il testimone – figura non meno importante di quella del profeta nella tradizione biblica e nella cultura europea che ne discende – assume un valore particolare quando il discorso verte sulle catastrofi tecnologiche e antropologiche del XX secolo. Prima di tutto, perché è un survivor, è sopravvissuto laddove sopravvivere era impossibile. E perciò, è investito di un compito incredibilmente difficile: quello di parlare non solo a proprio nome, ma diventare la voce di tutti coloro che sono svaniti nel nulla, rappresentarli di fronte al tribunale di Dio e della storia.

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Svetlana Panič

Filologa, traduttrice, è ricercatrice presso l’Istituto Solženicyn “Casa dell’Emigrazione russa”, Mosca.

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