4 Marzo 2016

Stalin a scuola oggi

Redazione

Come viene presentata oggi la figura di Stalin nella scuola italiana? Quale immagine danno della sua opera i libri di storia?
Una scheda di Silvana Rapposelli uscita su “La Nuova Europa” 2/2003

Abbiamo preso in esame una decina di manuali scolastici (e sono solo una parte di tutti quelli che l’editoria ha sfornato ultimamente), alcuni nuovi, altri in edizioni aggiornate in conformità al Decreto emanato nel 1996 dal ministro della Pubblica istruzione Berlinguer che prevedeva di dedicare l’intero ultimo anno del liceo allo studio del Novecento.
Certamente il primo dato che emerge riguarda in genere la maggiore completezza e obiettività nel trattare il regime staliniano anche nei suoi lati oscuri. Ciò è dovuto all’intensificarsi del dibattito storiografico in questi ultimi anni, a cui ha contribuito il cosiddetto revisionismo, e alla crisi del comunismo sulla scena mondiale, per cui solo a partire dalle aperture del periodo gorbačëviano gli studiosi hanno potuto accedere agli archivi degli organi di sicurezza e del Partito. In effetti negli anni ‘70-80 in Italia vi è stata una sorta di ubriacatura ideologica che, avendo contagiato case editrici, insegnanti, studenti, tendeva a minimizzare i crimini di Stalin considerandoli costi, difetti, pressoché inevitabili – e comunque secondari – dell’enorme opera di trasformazione economico-sociale di un grande paese.

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