7 Novembre 2017

«Ricorda…»

Giovanna Parravicini

Il centenario della rivoluzione è stato siglato da un gesto ufficiale del governo: l’inaugurazione del memoriale alle vittime del regime sovietico. In mancanza di altre dichiarazioni dirette questo è un segno, non definitivo ma reale.

«Ricorda»: è la parola incisa in 22 lingue nel bronzo dell’imponente «Muro del dolore», inaugurato qualche giorno fa nel centro di Mosca per commemorare le vittime delle repressioni politiche. «L’abbiamo scritta più o meno come avremmo potuto trovarla sulle pareti delle baracche dei lager – dice lo scultore, Georgij Franguljan; – quanto ai varchi che si aprono nel muro, stanno a significare che qualcuno riuscì a passare tra i denti del gigantesco pettine di ferro che setacciò l’intero paese, ma tutti ne furono in qualche modo toccati. La forma del monumento vorrebbe trasmettere allo spettatore la sensazione del “ruggito del terrore”, dello “stridore” del male».

Il progetto di un memoriale dedicato alle vittime delle repressioni ha una lunga storia, ne aveva già parlato nel 1961 Chruščev sull’onda della denuncia del culto di Stalin e del disgelo, ma poi l’idea era stata accantonata. Venne ripresa agli inizi della perestrojka (1987-1988) con grande partecipazione dell’opinione pubblica e vasti dibattiti, come documenta la mostra virtuale visitabile nel sito di Memorial . Il monumento oggi realizzato è invece frutto di una decisione ai vertici, presa nel 2015 da Putin e dall’amministrazione cittadina.

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Giovanna Parravicini

Ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana. Specialista di storia della Chiesa in Russia nel XX secolo e di storia dell’arte bizantina e russa. A Mosca collabora con la Nunziatura Apostolica e lavora presso il Centro Culturale Pokrovskie Vorota. Dal 2009 è Consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura.

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