- HOME /
- ARTICOLI /
- 2016 /
- Percorsi della memoria /
- Solovki, le isole del martirio
29 Gennaio 2016
Solovki, le isole del martirio
RedazioneDalla serie de I militi ignoti della fede, di Pupi Avati, su Tv2000
Un viaggio nei paesi dell’Europa orientale che riporta alla luce le storie di uomini perseguitati per la loro fede durante il regime sovietico e che Giovanni Paolo II definì appunto “I militi ignoti della fede”.
Redazione
LEGGI TUTTI GLI ARTICOLIPotrebbe anche interessarti:
Gustaw Herling nel mondo a parte
Lo scrittore descrive dettagliatamente il mondo rovesciato del GULag, crudele quanto irrazionale. E testimonia che la disumanizzazione non l’aveva vinta. C’era chi lottava ogni giorno per la propria dignità.
Svetlana Panič
La memoria sostituita: dal GULag al «genocidio del popolo sovietico»
Dopo poco più di un anno dalla chiusura per «violazione delle norme antincendio», il Museo statale dedicato alla storia del GULag sta per essere rimpiazzato da un’altra istituzione dedicata alle «vittime del genocidio perpetrato dai nazisti contro il popolo sovietico».
Anna Kondratova
Il contadino, «nemico feroce del socialismo»
L’Istituto ceco per lo studio dei regimi totalitari ha allestito, presso il Museo agrario di Praga, la mostra Rozkulačeno, «Dekulakizzato», dedicata a «50 anni di persecuzione del mondo rurale». Resterà aperta sino a fine settembre.
Angelo Bonaguro
Furto con scasso negli archivi
Quarant’anni fa dei giovani dissidenti tentarono di applicare all’ambito scientifico il richiamo a «vivere senza menzogna». Ne nacquero delle raccolte storiche clandestine di enorme valore, anche metodologico.
Giacomo Foni
Le targhette della discordia
«L’ultimo indirizzo» è un’iniziativa lanciata nel 2014 da un giornalista russo per commemorare i morti delle repressioni staliniane con una targhetta da affiggere sull’ultima abitazione della vittima. L’azione ha riscosso successo, ma ha suscitato anche atti vandalici e resistenze. Cerchiamo di capire come mai…
Delfina Boero
Vsevolod Zaderackij, quando la musica salva la vita
Insegnò musica al figlio di Nicola II, combatté contro i Rossi, finì prigioniero nell’edificio dove alloggiava il capo dei čekisti che lo risparmiò dopo averlo sentito suonare. Il regime sovietico lo condannò al lager della Kolyma, dove riuscì a comporre 24 preludi sui moduli per il telegrafo.
Angelo Bonaguro
Perché siamo prigionieri del passato?
60 anni, fa al XX congresso del Partito, Nikita Chruščëv denunciò i crimini di Stalin. Ma la destalinizzazione vera deve ancora avvenire. I perché dell’eterno ritorno dello stalinismo.
Andrej Zubov
Aleksandr Esenin-Vol’pin: Partiamo dalla legge
Geniale figlio d’arte, matematico, Esenin-Vol’pin ha fatto il dissidente usando il Codice penale. Persino la legge sovietica era un buon punto di partenza per ristabilire la legalità. Famoso il suo “Prontuario per affrontare l’interrogatorio”.
Marta Dell'Asta
Grazie a questo libro sappiamo cos’è il GULag
50 anni fa usciva «Arcipelago GULag». Prima che Solženicyn desse alle stampe la sua storia dei lager sovietici l’opinione pubblica mondiale non conosceva la parola «GULag», e la stessa esistenza di quella che era la spina dorsale del regime veniva messa in dubbio dalla propaganda. Passato e presente di un libro epocale che ha cambiato la mentalità del mondo. (Intervista di Marta Dell’Asta)
Irina Ščerbakova
«Sono un’isola di speranza in un mare di sconforto»
Nell’anno giubilare che ci esorta alla speranza ricordiamo il poeta Valentin Sokolov: una vita trascorsa in lager senza cedere alla disperazione. I suoi versi testimoniano una fiamma di vita che ardeva anche in mezzo alle tenebre.
Miriam Zanoletti
Stella, l’ebrea salvata dai polacchi
Nel mezzo della tragedia della guerra, una ragazzina ebrea di famiglia agnostica ritrova Dio tra i contadini polacchi che la accolgono e la nascondono, salvandole la vita, a rischio della propria. La storia di Stella Zylbersztajn.
Angelo Bonaguro
Sono in Memorial perché ho avuto un maestro
Bill Bowring, professore di diritto alla London University, ha intervistato Elena Žemkova, che è stata tra i fondatori e poi direttore esecutivo di Memorial. In questi giorni Žemkova si trova a Rimini per testimoniare sul suo lavoro.
Elena Žemkova