29 Settembre 2023

Un combattente per la libertà che ha perso senza arrendersi

Giovanna Parravicini

La scomparsa di Igor’ Ogurcov, un dissidente che in epoca sovietica era pronto anche alla lotta armata. Ha detto che il PCUS è morto trent’anni fa, ma il cammino verso la libertà sta appena iniziando.

Il 13 settembre a San Pietroburgo è morto a 86 anni Igor’ Ogurcov, fondatore e leader dell’«Unione social-cristiana panrussa per la liberazione del popolo», che per questo motivo aveva scontato in Unione Sovietica una condanna a vent’anni di reclusione, dal 1967 al 1987.

Si trattava di un’organizzazione anticomunista clandestina di ispirazione cristiana ma anche con una certa impostazione militare, che in linea di principio ammetteva anche il ricorso alla lotta armata, a differenza della maggior parte dei gruppi del dissenso. Ogurcov, di formazione filosofo e orientalista, laureatosi a Leningrado nel 1966, l’aveva fondata nel 1964, negli anni dell’università, insieme ad alcuni amici – Michail Sado, Evgenij Vagin, Boris Averičkin. Sorta tra studenti, in ambiente universitario, l’organizzazione non radunò che una trentina di adepti ed ebbe in realtà solo il tempo di elaborare dei principi ideali e alcuni progetti, ad esempio la diffusione di volantini rivolti alla popolazione che incitavano alla libertà; venne quindi stroncata a distanza di tre anni dal suo nascere.

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Giovanna Parravicini

Ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana. Specialista di storia della Chiesa in Russia nel XX secolo e di storia dell’arte bizantina e russa. A Mosca ha collaborato per anni con la Nunziatura Apostolica; attualmente è Consigliere dell’Ordine di Malta e lavora presso il Centro Culturale Pokrovskie Vorota. Dal 2009 è Consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura.

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