8 Agosto 2019

Scrittori e giornalisti sulle dimostrazioni a Mosca

Redazione

I membri del Pen club e dell’Associazione «Parola Libera» di Mosca hanno reso nota una dichiarazione collettiva sulle recenti dimostrazioni per il libero accesso alle elezioni municipali di Mosca. Fra gli oltre 300 firmatari figurano nomi noti come Aleksandr Archangel’skij, Majja Kučerskaja, Ljudmila Ulickaja.

Contro l’illegalità, la violenza e le falsificazioni

Mosca, 5 agosto 2019

Quello che sta avvenendo in questi giorni e settimane a Mosca fa parte della grande storia della Russia.
I cittadini sono scesi in piazza a difendere la loro Costituzione, protestando contro l’illegalità e ogni forma di violenza, da chiunque provenga. Rifiutandosi di registrare i candidati indipendenti che avevano raccolto tutte le firme richieste, il Comitato elettorale della città di Mosca ha dato origine a una crisi. E le forze dell’ordine che hanno fatto scattare la macchina della repressione l’hanno aggravata.

Come risultato migliaia di nostri giovani (e non solo giovani) contemporanei sono stati illegalmente fermati, e alcuni rischiano procedimenti penali. Benché non avessero compiuto niente di illegale, benché non ci siano prove di reato ma solo l’ennesima sfacciata falsificazione. Si è incominciato col falsificare le elezioni, si è continuato falsificando le inchieste giudiziarie. Cosa si vuole falsificare ancora?

Il PEN-club di Mosca e l’Associazione «Parola libera», secondo la Carta del PEN-club internazionale, difendono innanzitutto il diritto di espressione. Ma ci si può esprimere in tanti modi, non solo a parole.
Andando a passeggio per la propria città, dimostrando solidarietà ai candidati bocciati e ai concittadini malmenati la gente dice: siamo contro la menzogna, siamo per la libertà, per l’onestà, per il rispetto della legge.

Per questo motivo non ci stanchiamo di chiedere:

che sia garantito il diritto di libera espressione,
che siano liberati tutti i fermati illegalmente,
che si smetta di falsificare i materiali d’inchiesta sui partecipanti alle manifestazioni pacifiche,
che siano ammessi alla corsa elettorale tutti i candidati bocciati.

La propaganda ripete sempre la stessa tesi: protestando voi distruggete lo Stato e fate precipitare la situazione verso il caos rivoluzionario.
Ma le cose stanno esattamente al contrario. Quello che ci trascina verso il caos è l’illegalità ostentata: dove non c’è legge non c’è Stato.
Esigendo di rispettare la legge noi ricostruiamo lo Stato.
Difendendo gli innocenti noi ricostruiamo lo Stato.
Chiedendo di rispettare la Costituzione noi ricostruiamo lo Stato.

(→ Testo originale)

 

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