25 Novembre 2019

Dall’altra parte del Muro di Berlino: la dignità umana?

Konstantin Sigov

Berlino e Černobyl’, un muro reale e uno virtuale, entrambi fondati sulla menzogna. Ma all’Est come all’Ovest ancora non è finita la lotta contro le sopravvivenze sovietiche. Uno sguardo dall’Ucraina.

Qual era la logica, per noi memorabile, dell’URSS prima del 1989? Che più ci si allontanava dal muro di Berlino in direzione Est, più possibilità c’erano di calpestare e umiliare la persona. I punti di resistenza al trend dell’homo sovieticus ci hanno dato però un’esperienza speciale: se una persona possiede una certa «dignità», questa non gli potrà essere tolta, soltanto lei stessa potrà cederla, oppure dire di no. Per amore di cosa la gente scappava – a rischio della vita – nella parte occidentale al di là del muro? Alla ricerca di uno spazio per la dignità umana. Si potevano addurre tanti motivi diversi, ma alla fine dei conti la gente cercava una libertà e una vita degni dell’uomo.

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Konstantin Sigov

Docente di storia delle idee teologiche e filosofiche all’Università statale Accademia Moghiliana di Kiev, dirige il Centro di ricerche umanistiche europee. Nel 1992 ha fondato l’Associazione culturale ed editoriale «Duch i litera», di cui è direttore.

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