17 Ottobre 2018

Chiesa ucraina, unità e divisione

Francesco Braschi

Siamo ormai oltre la metà del mese in cui papa Francesco ha invitato ogni cristiano a pregare il Rosario e a invocare san Michele arcangelo perché la Chiesa sia protetta […]

Siamo ormai oltre la metà del mese in cui papa Francesco ha invitato ogni cristiano a pregare il Rosario e a invocare san Michele arcangelo perché la Chiesa sia protetta dal diavolo che vuole dividerci da Dio e dai fratelli, e non possiamo non riconoscere ogni giorno di più l’assoluta pertinenza di questa richiesta, davanti agli avvenimenti che agitano la Chiesa, e non solo la Chiesa cattolica.
Non a caso ci è stato ricordato come l’opera diabolica sia quella che porta una duplice divisione: da Dio e dai fratelli. Quest’opera malvagia, ben ne siamo consapevoli, è continua, capace di insinuarsi in ogni occasione e di assumere ogni forma di travestimento, poiché – come ci ricorda san Paolo – «anche satana si maschera da angelo di luce» (2Cor 11,14). San Paolo formula questa espressione scrivendo a una comunità – quella di Corinto – da lui stesso evangelizzata e che si era lasciata facilmente sviare da altri «superapostoli» che predicavano una fede più intellettualmente «esclusiva», colma di una apparente sapienza e dotata di una portata culturale più facilmente accettabile dalla cultura ambiente: in altre parole, un messaggio meno radicale ed esigente della «stoltezza della Croce di Cristo» che Paolo aveva non solo predicato, ma anche vissuto, presentandosi in umiltà e semplicità fino a provvedere al suo sostentamento per non essere di peso a nessuno. Proprio questo suo fare dimesso era divenuto per i suoi avversari un argomento per squalificarlo, accusandolo altresì di aver promosso a fini personali una raccolta di denaro a favore dei poveri di Gerusalemme, e per squalificare la sua dottrina, così da promuovere se stessi, portatori di una forma più attraente e affascinante di cristianesimo.

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Francesco Braschi

Sacerdote, dottore in Teologia e Scienze Patristiche, dottore della Biblioteca Ambrosiana di Milano e direttore della Classe di Slavistica dell’Accademia Ambrosiana. È membro della Congregazione del Rito ambrosiano e della Commissione diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo della diocesi di Milano.

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