3 Aprile 2021

La Resurrezione ha raggiunto anche noi

Romano Scalfi

«Noi siamo preziosi agli occhi di Dio, perché la nostra natura si è incorporata, si è mischiata alla natura stessa di Cristo, per cui noi siamo i risorti».

La Pasqua è la festa delle feste, il trionfo di tutti i trionfi.
Con la morte di Cristo sembrava che la sua vita terminasse, terminasse in un fallimento: tradito dalla sua gente, dimenticato dai suoi più cari. Come dicevano i discepoli di Emmaus: «Noi credevamo che fosse lui il Messia, invece…» (cfr. Lc 24,21). Una speranza vana, un sogno fallito. La resurrezione, la Pasqua, ci dice invece che quello che sembrava un fallimento non era che l’inizio di un trionfo, il trionfo dei trionfi.

E queste parole ci educano a capire anche la Messa che celebriamo, quella bizantina ma anche quella latina: La Messa è la presenza del cielo sulla terra, come dicono i bizantini. Il cielo che cade fra noi, rende presente Cristo e ci accomuna a Lui. Per questo la tradizione bizantina alla Divina Liturgia cerca di dare tutta la solennità possibile e immaginabile, perché è soltanto guardando l’Eucarestia che comprendiamo quello che siamo: noi siamo soprattutto dei risorti. Risorti con Cristo!

La resurrezione non è soltanto il trionfo di Cristo sulla morte, ma anche il nostro trionfo. Il peccato non ha più il potere decisivo sulla nostra vita, perché Lui è morto ed è risorto. E noi non siamo più della povera gente! Noi siamo preziosi agli occhi di Dio, perché la nostra natura si è incorporata, si è mischiata – come osano dire i Padri della Chiesa – alla natura stessa di Cristo, per cui noi siamo i risorti. Noi siamo di Cristo, e non possiamo capire bene questa grande solennità se non partendo dalla visione della resurrezione di Cristo. È Lui che ci porta una vita nuova, Lui che ci unisce al Padre in modo ineffabile, Lui che ci dà la certezza di un amore che non si spegnerà mai, per ciascuno di noi e per tutta l’umanità.

In un momento difficile come questo così anche per la Chiesa, soprattutto per il tradimento di tanti giovani che abbandonano, sembra che abbiamo poco da rallegrarci, che tutto sia finito, o quasi. E invece su tutta la cattiveria del mondo domina sempre la resurrezione di Cristo. Il trionfo di Cristo!

La potenza di Dio, il suo amore infinito, la sua misericordia son quelli che dominano su tutta la miseria del mondo. Non possiamo rattristarci in modo tale da disperare. Tristi sì, perché vorremmo che tutti potessero godere di questa festa della resurrezione e si sentissero tutti veramente dei risorti con Cristo. Perché quello che è avvenuto per Lui in qualche modo avviene anche per noi! Se noi siamo membra di Cristo e Cristo è risorto, Cristo è dentro di noi e fra noi come Colui che ha vinto la morte e che ci porta la sua stessa natura divina.

Per quanto riguarda la Russia, è consolante pensare che in questo ultimo tempo è ripresa, come dire, la teologia cosiddetta eucaristica. Mentre prima si parlava soprattutto dei Concili, della conciliarità, adesso gli ortodossi più vivi dicono che l’eucarestia, la santa Messa, è il fondamento di tutto. Il papa ha detto che l’eucarestia è il cuore della Chiesa. E anche loro oggi riscoprono che alla base della Chiesa non c’è soprattutto e prima di tutto l’autorità, ma prima di tutto la presenza di Cristo! Di cui poi l’autorità non è altro che l’immagine. Ma il cuore della Chiesa è l’eucarestia, è la santa Messa! Forse non abbiamo mai insistito abbastanza nel dire che il cuore della Chiesa è l’eucarestia, altrimenti tanti giovani non avrebbero così facilmente smesso di andare in Chiesa la domenica ad ascoltare la Messa. Invece e noi insieme agli ortodossi dobbiamo pregare perché si approfondisca sempre di più il valore dell’eucarestia, perché Cristo è presente in mezzo a noi come il risorto, e questa coscienza diventa più che mai evidente e feconda durante l’eucarestia. E questa non è semplicemente un’idea, è la presenza viva di Cristo che ci trasfigura, che ci perdona e ci fa diventare suoi, di Cristo stesso.

Giorni fa è uscita una statistica in cui si dice che l’83% dei russi si dichiara credente. Credenti, perché praticanti è un’altra cosa. Infatti dopo 70 anni di persecuzione la propaganda domina ancora nella mentalità di tanti russi. Però il bisogno fondamentalmente è rimasto! È rimasto vivo il bisogno di un elemento su cui poggiare, da cui viene questa nuova visione della Chiesa come eucarestia.

Dobbiamo viverla sempre di più perché è una cosa che ci unisce sempre di più. Recentemente un professore universitario si è avvicinato alla nostra comunità di Mosca e ha detto: «Noi ormai siamo la stessa cosa, perché annunciamo lo stesso amore di Cristo, la stessa comunione che Cristo fa in mezzo a noi». L’unità che lui vede non è di tipo autoritario ma di tipo eucaristico! Noi siamo uniti perché siamo un unico pane e un unico sangue che offriamo. Si profilano quindi giorni positivi per quanto riguarda l’ecumenismo in Russia! Dobbiamo pregare, ma soprattutto vivere questa unità di risorti in Cristo vivendo la santa Messa come il cuore della nostra vita. Vivendo l’eucarestia come ciò che ci stabilisce in Cristo e nel medesimo tempo ci unisce con tutti i fratelli. (24 aprile 2011)

Romano Scalfi

Sacerdote, nel 1957 ha fondato a Milano il Centro Studi Russia Cristiana, cui ha associato la Rivista “Russia Cristiana” (poi “L’Altra Europa” e “La Nuova Europa”).

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