27 Luglio 2017

Teofilius Matulionis, un lituano martire

Paolo Polesana

La Lituania offre alla Chiesa universale un’altra grande figura di martire del XX secolo, l’arcivescovo Matulionis. Durante i festeggiamenti si è tornati a riflettere su cosa insegni ai giovani d’oggi l’esperienza dei cristiani sotto il totalitarismo.

Durante la solenne celebrazione eucaristica presieduta a Vilnius dal cardinal Angelo Amato, prefetto per la congregazione dei santi, è stato proclamato beato Teofilius Matulionis, arcivescovo di Kaunas morto martire nel ’62 dopo un ventennio di prigionia e persecuzioni da parte del regime sovietico. L’evento assume una carica storica particolare, dato che si tratta della prima beatificazione di un lituano che viene celebrata in terra lituana. Nel 1987, infatti, un altro prelato lituano, Jurgis Matulaitis, fu beatificato a Roma da Giovanni Paolo II in occasione delle celebrazioni per il sesto centenario del battesimo della Lituania: allora il regime sovietico non aveva infatti permesso che l’evento si celebrasse in patria.

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Paolo Polesana

Dopo la laurea all’università statale di Milano, ha conseguito il dottorato in fisica a Como e ha lavorato nei laboratori laser dell’università di Vilnius (Lituania). Ora è sacerdote diocesano a Bergamo e insegna religione alle scuole superiori. Da diversi anni collabora con l’Associazione Russia Cristiana.

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