15 Marzo 2016

L’epilogo di una lunga ostilità?

Redazione

Il vicerettore dell’Università cattolica di L’viv, greco-cattolico, risponde a titolo personale alla richiesta di perdono di un gruppo di ortodossi. L’ostilità di secoli può sciogliersi per un gesto di carità. Un gesto impolitico che spiazza.

Cari amici, cari fratelli e sorelle in Cristo,
scrivo questo breve parere perché non abbiate l’impressione che il vostro appello sia rimasto inascoltato presso i greco-cattolici. È inteso che non sono stato delegato a ricevere la vostra umile richiesta di scuse, ma vorrei solo segnalarvi che le vostre parole sincere hanno suscitato un moto di riconoscenza nell’anima di molti greco-cattolici.
È un fatto che non possiamo cambiare il passato, possiamo solo «sminarlo» perché non scoppino all’improvviso delle «code» lasciate nel terreno, e possiamo alla fine metterlo nelle mani di Dio. Voi siete tra i primi ortodossi che abbiano posto mano a questo lavoro, e vi ringraziamo!
Il compito di «liquidare l’Unione» che ha agitato le menti ortodosse per molti secoli ha un epilogo imprevisto: la via del successo non passa attraverso la violenza ma attraverso la carità. Perché non appena tra cattolici e ortodossi regnerà la carità, noi greco-cattolici scompariremo come categoria a sé stante per definizione.
In questo senso la Chiesa greco-cattolica ucraina è una cartina di tornasole, che per volontà della Provvidenza è chiamata a rilevare il grado di acidità della «soluzione» dell’ecumene mondiale.

Ed oggi, amici miei, siate certi che la vostra mano tesa non resterà sospesa nel vuoto. Abbiamo molto lavoro da fare insieme. L’inizio del XXI secolo ha mostrato che il triplice laccio del Male – Odio, Inganno e Violenza – ha di nuovo avanzato le sue pretese sul mondo. Mentre i militari e i politici cercano la sicurezza coi loro mezzi, noi cristiani dobbiamo ricordare un versetto importante del salmo 44: «Nel mio arco non ho confidato e non la mia spada, ma Tu ci hai salvati dai nostri avversari, hai confuso i nostri nemici» (Sal 44,7-8). Le tre confessioni cristiane – ortodossia, cattolicesimo e protestantesimo – possono diventare i tre Eroi capaci di affrontare le sfide attuali, a patto che il punto di partenza del loro cammino non sia un’ideologia religiosa ma Cristo.


Il professor Marinovič.
Hanno un proprio compito anche i rami attuali in cui si è divisa la Chiesa storica di Kiev, che si sentono in continuità spirituale con la radice che risale a Boris e Gleb. Noi dipendiamo dal mondo perché abbiamo nei suoi confronti un atteggiamento paternalistico e non sentiamo il dovere della missione. Tuttavia la nostra missione non consiste nel «costringere ad amare» con la forza delle armi, ma nel trasfigurare spiritualmente la nostra terra. Il martirio che hanno sopportato i popoli sotto il comunismo merita qualcosa di più della concussione spudorata e della dipendenza psicologica dai piaceri. Soltanto se saremo trasfigurati non terrorizzeremo il mondo ma gli saremo indispensabili.

Grazie ancora per la parola di verità e di compartecipazione che ci avete detto. L’abisso che si spalanca non divide le confessioni e le giurisdizioni, ma il «resto d’Israele» dalle tenebre della barbarie. Credo che lo Spirito Santo saprà trapassare gli strati profondi delle nostre bassezze. Basta solo che riusciamo ad appianargli un poco la strada (cfr. Is 40,3).
Miroslav Marinovič

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