Konstantin Aksakov

Figlio del grande Sergej Aksakov, e capostipite del movimento slavofilo secondo la sua natura più aperta.

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La menzogna che tutto corrompe

Il pensatore slavofilo Konstantin Aksakov nel 1855 non ebbe timore di scrivere al nuovo zar Alessandro II una nota «Sulla situazione interna della Russia». Era un bilancio franco dei trent’anni di regno di Nicola I. Al giovane imperatore chiedeva di liberarsi della menzogna, concedendo libertà di pensiero e di parola. Alla luce del 1917, le parole di Aksakov suonano premonitrici. Ed oggi sembrano ancora più attuali: come Solženicyn e poi Naval’nyj aveva invitato a vivere senza menzogna; non averlo ascoltato è la tragedia che abbiamo sotto gli occhi.

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