20 Aprile 2018

La Siria, il patriarca e i «santi della porta accanto»

Giovanna Parravicini

Nel pieno della crisi siriana il patriarca russo ha preso l’iniziativa di unire le Chiese nella richiesta di pace. Un gesto profetico al di là delle intenzioni politiche e delle caparbie gelosie confessionali. Afferma il primato della santità nella storia

Sabato scorso, mentre le luci dei «missili belli e intelligenti» di Trump solcavano i cieli della Siria e tutto il mondo restava a guardare con il fiato sospeso, è intercorsa per iniziativa del patriarca ortodosso russo Kirill una telefonata tra lui e papa Francesco, a cui sono seguite conversazioni telefoniche fra i primati ortodossi di Russia, Costantinopoli, Antiochia, Alessandria e Gerusalemme, volte a esaminare la possibilità di iniziative solidali tra cristiani. Chi conosce sia pur a grandi linee la situazione del dialogo ecumenico ed inter-ortodosso sa bene quante tensioni esistano e come una telefonata fra Mosca e Roma sia un evento sensazionale.

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Giovanna Parravicini

Ricercatrice della Fondazione Russia Cristiana. Specialista di storia della Chiesa in Russia nel XX secolo e di storia dell’arte bizantina e russa. A Mosca ha collaborato per anni con la Nunziatura Apostolica; attualmente è Consigliere dell’Ordine di Malta e lavora presso il Centro Culturale Pokrovskie Vorota. Dal 2009 è Consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura.

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