Portale di informazione indipendente

La reazione di un pagano alla lotta fra cristiani. Il caso di Ammiano Marcellino

Un pagano del IV secolo assiste stupefatto alle controversie teologiche fra i cristiani che iniziano a godere della libertà religiosa, nell’impero in decadenza irreversibile. L’intervento del nunzio apostolico in Ucraina alle Uspenskie Čtenija di Kiev.

In questo nostro intervento, cercheremo di considerare il tema della comunione ecclesiale da un punto di vista storico piuttosto inconsueto. Esamineremo come un autore pagano in un impero romano[1], i cui capi sono da tempo molto benevoli verso il cristianesimo, considera i cristiani proprio dal punto di vista delle loro relazioni tra di loro, come persone e gruppi. Si tratta di Ammiano Marcellino, nato ad Antiochia intorno al 330 e morto a Roma poco prima del 400. Pur essendo di lingua greca, egli scrive la sua storia in latino. Essa si estende dal 96 al 378, ma delle sue Res Gestae, articolate in trentuno libri, non ci sono pervenuti i primi tredici. La parte che ci è rimasta copre il periodo compreso tra il 353 e il 378. Di origine nobile, egli fu soldato e poi si ritirò a Roma per comporre la sua opera letteraria.
La sua sensibilità è in molti aspetti vicina a quella dell’imperatore Giuliano – che egli peraltro non esita a criticare, – tanto famoso per aver scelto di ripristinare il paganesimo in un impero da tempo governato da cristiani. Per questo gli fu attribuito il titolo di «apostata». Passato da un paganesimo che lentamente si incammina verso una forma di monoteismo, abbracciò il neoplatonismo e fu seguace dei misteri di Mitra, con una speciale attrazione per i sacrifici e l’aruspicina.
(…) Nell’affrontare questi testi, ci troveremo di fronte ad una descrizione molto lontana da quella visione agiografica e apologetica che ci è tramandata dagli autori cristiani, che tendono a descrivere un impero romano progressivamente cristianizzato in modo netto e irreversibile, a partire dall’editto di Costantino del 313 e fino al trionfo raggiunto con le decisioni di Teodosio. Il cantore più celebre di questa visione è Eusebio di Cesarea.
Le fonti pagane, infatti, mostrano spesso la loro contrarietà alla presenza di un cristianesimo sempre più potente nell’impero. La considerano infatti una delle cause fondamentali del crollo dell’impero stesso, con la conseguente perdita della cultura greco-romana, della paideia, dell’alta educazione culturale e morale. Ad essa si sostituirebbe un’empietà, quella cristiana appunto, che, eliminando sacrifici e templi e sovvertendo le tradizioni patrie, porterà Roma al disfacimento.
Naturalmente queste fonti sono diverse tra di loro; si può dire tuttavia che si riferiscano al quadro appena riassunto.

Gli episodi
Ammiano si richiama al cristianesimo in termini positivi, ma per mettere in evidenza i comportamenti dei cristiani suoi contemporanei che contraddicono la loro stessa religione, come era, secondo lui, anticamente concepita, rendendosi colpevoli e persino spregevoli. (…)
Ci appare così la prima reazione pubblica alle controversie teologiche dei cristiani che, allontanatisi dalla semplicità della loro dottrina originale, diventarono addirittura oggetto di derisione persino negli spettacoli teatrali: essi appaiono litigiosi nel definire i termini della loro fede e ridicoli nel dedicare tanta attenzione a singole parole. L’imperatore, a sua volta, viene descritto come dedito ad una perdita di tempo, nel voler convincere i vescovi, radunati nei sinodi, di ciò di cui è convinto lui, imponendo a tutti la sua volontà (dum ritum omnem ad suum trahere conatur arbitrium). A questo aspetto che appare insensato, si aggiunge il disagio che queste agitazioni creano nei servizi pubblici; osservazione questa certo inaspettata: chi è solito considerare la serietà con cui gli autori cristiani descrivono le dispute cristologiche appare molto curiosa l’affermazione che esse appaiano rilevanti per il fatto che bloccano il traffico.



NOTE
[1] Per una descrizione completa e articolata delle reazioni pagane al cristianesimo si veda Gianfranco Rinaldi, Pagani e cristiani. La storia di un conflitto (secoli I-IV), Carrocci, Roma 2016. (…)
[3] XXI, 16, 18.La lettura dell'articolo completo è riservata agli utenti abbonati, effettua il login oppure abbonati per accedere a tutti i contenuti del sito.