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Ideologia tra i banchi di scuola. Come sono cambiati i manuali di storia

Con la caduta dell’URSS è cambiato in Russia anche il modo di raccontare la storia. Confrontando i libri di testo si vede il percorso dalle mitologie sovietiche al difficile recupero di un’identità. Un processo che può anche andare in senso inverso.

In Unione Sovietica per ogni materia c’era un libro di testo unico e tutti i libri venivano pubblicati dalla stessa Casa Editrice, «Prosveščenie». Le autorità ritenevano necessario mostrare agli alunni «l’inevitabile vittoria dell’idea comunista», «i meriti storici del socialismo» e gli altri attributi dell’ideologia ufficiale. Di conseguenza, molti fatti nei manuali erano sottaciuti, e quasi in ogni pagina figuravano citazioni di Lenin e Stalin. Già alla fine degli anni ‘80, per gli insegnanti era difficile lavorare con libri del genere. Dopo il crollo dell’URSS, è stata ufficialmente proibita in Russia la promozione dell’ideologia marxista; si è gradualmente iniziato a stampare nuovi libri di testo, e una volta caduto il monopolio di una sola casa editrice le scuole hanno potuto scegliere. Alcuni avvenimenti sono stati citati nei manuali per la prima volta. Gli autori hanno riesaminato non solo la storia del XX secolo, ma anche gli eventi più lontani, a partire dall’Antica Rus’. Di contro, alcuni testi sono stati pubblicati con troppa fretta, con errori e opinioni degli autori chiaramente soggettive.
Ne abbiamo parlato con Leonid Kacva, insegnante e autore di testi scolastici, per capire come i cambiamenti del paese hanno influito sulle lezioni di storia, e abbiamo confrontato la narrazione degli stessi avvenimenti storici nei libri sovietici e nei primi manuali degli anni ‘90.

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