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La Chiesa libera e il Concilio

Uno dei punti deboli della storiografia è l’assenza della Chiesa nel panorama della rivoluzione russa. Berdjaev ci offre una visione diversa: al cuore del sogno di liberazione sta «la religione come fatto universale, come pienezza di tutto».

La rivoluzione ha colpito la Chiesa e ha distrutto il vecchio legame fra Chiesa e Stato. Da un punto di vista esteriore, nella struttura ecclesiastica tutto si è messo in moto. La Chiesa russa deve rigenerarsi da cima a fondo. Ma nel crescendo furioso della rivoluzione, il movimento che si è prodotto nella Chiesa è passato completamente inosservato. La voce della Chiesa non è stata minimamente avvertita nel fragore della rivoluzione.
In questi giorni di grande pericolo per la Russia, la Chiesa ortodossa non è stata capace di svolgere il ruolo che seppe svolgere un tempo, quando san Sergio di Radonež salvò la patria e la guidò da un punto di vista spirituale. C’è ragione di temere che, come prima della rivoluzione la Chiesa era sottomessa al vecchio Stato autocratico, così essa sarà sottomessa anche al nuovo Stato democratico. Ma in momenti in cui la Russia e tutto il mondo assistono a catastrofi senza precedenti, in momenti in cui tutto nel mondo è diventato instabile e vacillante, i cristiani non possono non augurarsi che venga sentita la voce della libera Chiesa di Cristo.
La Chiesa libera è innanzitutto una Chiesa indipendente dal potere dello Stato e da qualsiasi forza di questo mondo. Una Chiesa che attinge in se stessa la fonte delle proprie rivelazioni e riceve la propria libertà da Cristo, suo Capo. Non può la Chiesa ricevere la propria libertà dalle rivoluzioni e dai cambiamenti che avvengono nello Stato; non può, la libertà della Chiesa, essere generata dall'ordinamento democratico. E se nel vecchio legame fra Chiesa e Stato è stato violato il comandamento di Cristo sul giusto rapporto fra «quel che è di Dio» e «quel che è di Cesare», si è trattato di una caduta interiore del popolo di Dio, degli uomini di Chiesa, si è trattato di una seduzione e di un asservimento allo spirito di «questo mondo». La Chiesa, nel suo interiore nucleo di santità, sul quale le porte degli inferi mai prevarranno, non può essere asservita. Essa stessa è la fonte della libertà della grazia, che limita il potere assoluto dello Stato davanti al quale si inchinò il mondo pagano, e protegge la natura irriducibile e gli infiniti diritti dell’anima umana.
Solo il cristianesimo riconosce l’infinità dello spirito umano e la sua incommensurabilità a qualsiasi regno di questo mondo. Ma la Chiesa è un organismo divino-umano e la libertà umana del popolo di Dio può essere ingannata da ogni sorta di tentazione, può cadere e diventare schiava.

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