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Ricostruire l’uomo

Scritti e interviste di Aleksandr Solženicyn su Polonia, Rus­sia e Occidente

«Gli uomini hanno dimenticato Dio e tutto quello che avviene ne è una conseguenza»: a partire da questa constatazione Solženicyn sviluppa la sua riflessione sulla realtà contemporanea, sul mondo alla vigilia dell'Apocalisse. Nonostante i toni durissimi della sua denuncia dell'umanesimo ateo all'Est e all'Ovest e in particolare del comunismo, giunto a minacciare l'esistenza stessa del mondo, Solženicyn appare anche sorprendentemente ottimista, lì dove l'accento è posto non sulla catastrofe incombente ma sulla possibilità e il dovere per l'uomo del XX secolo di ricostruire la propria persona e tutta la società a partire dal riferimento a Dio: «Di fronte alle montagne, ai macroscopicl rilievi degli avvenimenti mondiali,
potrebbe sembrare irresponsabile e addirittura sconveniente ricordare che la chiave del nostro essere o non essere è nel cuore di ogni singolo individuo, nella sua scelta reale 
fra il bene e il male, eppure è così anche oggi: è questa l'unica chiave sicura».
La fede cristiana, che ha continuato a vivere e a fiorire in Russia a dispetto delle «rabbiose persecuzioni di un micidiale ateismo di stato» e delle «assordanti cascate della propaganda», è un segno di speranza per tutti gli uomini: il cammino per liberarsi dalla catastrofe è possibile e praticabile per ciascuno. All'umanesimo ateo, che corrode alle radici la civiltà umana, è possibile contrapporre un nuovo umanesimo, che nasce e si sviluppa 
dalla purificazione interiore, dalla penitenza e dall'accettazione della propria responsabilità davanti a Dio, per tutto e per tutti.




A. Solženicyn
Ricostruire l’uomo. Scritti e interviste su Polonia, Rus­sia e Occidente
pp. 112, ed. 1984

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