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Cipro, al crocevia di due mondi

La pittura del VI-XV secolo

Per il 2013 il libro-calendario propone una serie di capolavori di Cipro: splendidi mosaici, affreschi e icone dal VI al XV secolo. La civiltà cipriota costituisce un unicum in cui si intrecciano due mondi e due tradizioni, quella bizantina e quella latina, in una drammatica ma feconda sintesi culturale. Per secoli appartenente all’Impero d’Oriente, conquistata da Riccardo Cuor di Leone nel 1191 e in seguito governata dai Lusignano – ex sovrani di Gerusalemme – e dai Veneziani, l’«isola felice di Afrodite» (com’era chiamata nell’antichità) presenta nei suoi monasteri, nelle sue chiese e nei suoi musei opere di straordinario valore artistico e storico. Ben dieci complessi sono stati ascritti dall’UNESCO al Patrimonio mondiale dell’umanità.
Forse nessuna terra come Cipro ha influito sulla pittura sacra del Medioevo italiano, in particolare dell’Italia meridionale, grazie agli apporti d’oltremare che giungevano, attraverso di essa, dalla Terra Santa o dalla Siria. Basti pensare a tavole che godono di un grande culto, come la Madonna di Piazza Armerina, che trovano il loro archetipo nella Vergine di Kykkos, venerata nell’omonimo monastero cipriota.
Cipro è ancor oggi solcata dalla dolorosa ferita dell’occupazione turca nella parte settentrionale dell’isola, dove gli antichi edifici sacri e le loro pitture stanno andando incontro a una completa distruzione. La presidenza di Cipro all’Unione Europea (peraltro non riconosciuta dalla Turchia), che si inaugurerà nel giugno 2012, è un’ulteriore occasione per parlare dell’isola e dei suoi tesori, e per promuoverne la salvaguardia.

A parlare dell’arte e della storia di Cipro sono due giovani studiosi che dirigono importanti istituzioni culturali di Cipro e da anni si battono per salvaguardarne il patrimonio artistico e l’identità nazionale.

Ch. G. Chotzakoglou, I.A. Eliades
(a cura di G. Parravicini)
Cipro, al crocevia di due mondi. La pittura del VI-XV secolo
pp. 50, ISBN 978-88-97455-02-08, ed. 2012