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Havel: «Vivere intensamente» - Diario carcerario

La Biblioteca Havel ha pubblicato in fac-simile il diario tenuto dallo scrittore durante la sua prima esperienza carceraria nel 1977. La tentazione del compromesso col regime, la consapevolezza del proprio limite, la riscoperta della responsabilità.

Nel 1977 per la prima volta Havel si trovò in carcere. Aveva con sé una delle classiche agendine dell'epoca, stampate tutte uguali, nel suo caso l'agenda blu della concessionaria statale Mototechna, che è stata Zápisky obviněného ripubblicata in fac-simile dalla Biblioteca Havel verso la fine dell'anno scorso.
Il volume è accompagnato da alcuni saggi che contestualizzano il periodo vissuto dal drammaturgo e ne scandagliano gli appunti – non sempre decifrabili: «È il diario di uno dei periodi più drammatici della vita di Havel che contribuirà a una migliore comprensione della sua situazione e degli interrogativi tormentosi di fronte ai quali era stato posto, e di come infine il potere si è accanito contro uno scrittore non conformista», ha affermato il direttore della Biblioteca, Michael Žantovský.
(…)
Il 6 aprile scrive una richiesta di scarcerazione al procuratore, in cui promette che in futuro si sarebbe occupato solo dell’attività letteraria: «ho deciso che in caso di rilascio cesserei di esprimermi politicamente in pubblico, soprattutto sui media stranieri, e che mi concentrerei – così come negli anni dal 1969 al '75 – solo sulla mia attività artistica, che considero la mia principale vocazione». Ben presto capisce che questa lettera sarebbe stata usata politicamente contro di lui e contro la nascente comunità informale di Charta 77: «La catastrofe che si stava avvicinando era inevitabile. (…) Seguì un breve periodo di tentativi disperati di evitare l'inevitabile; poi accadde, e tutte le mie peggiori aspettative si realizzarono pienamente: uscii di prigione diffamato e mi trovai faccia a faccia con un mondo che mi sembrò come un unico, enorme, giustificato rimprovero».
La drammatica esperienza in carcere e soprattutto l'episodio della lettera ritorneranno nella produzione haveliana col tema del Faust e la figura del dissidente. Ci vorrà però del tempo prima che si concretizzino e vengano elaborate, sarà per lui necessario riacquisire fiducia in se stesso e di fronte agli amici, intraprendere un percorso di purificazione: «Ed è infatti soltanto adesso che comincio a rendermi pienamente conto che non si è trattato, almeno dal mio punto di vista, di un incomprensibile lapsus, ma di un'esperienza dal significato profondamente positivo e totalmente purificatore, per la quale avrei dovuto essere grato al mio destino, invece di maledirlo (…).
Non vi è esperienza, quindi, più intensa di quella del proprio fallimento che rende possibile all'uomo capire, se riesce ad aprirsi ad essa totalmente e senza riserve, la responsabilità come responsabilità verso se stessi. (…) Se si riesce in questo, allora tutte le privazioni dell'esistenza cessano subito d'essere tali e diventano ciò che i cristiani chiamano grazia».
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