Portale di informazione indipendente

Con il nostro corpo nell’eternità del Paradiso

Omelia di padre Scalfi per la solennità dell’Assunzione del 2016. «È un senso di ringraziamento che dobbiamo avere, siamo destinati a godere anche col corpo l’eternità del Paradiso».

Celebriamo la festività dell’Assunzione della Madonna al cielo con il suo corpo.
Quel corpo che aveva dato la vita a Gesù Cristo era opportuno che lo seguisse immediatamente, senza provare la corruzione. È un’opportunità della Madonna, ma questa sarà anche la nostra definitività.
Anche noi ricupereremo il corpo alla fine, quando verrà per la seconda volta Cristo a giudicare la terra. Allora il Signore ci darà il corpo umano.
Attualmente i santi sono in Paradiso con l’anima, ma poi con la seconda venuta riacquisteranno il corpo, perciò questa festa è anche la nostra festa. Alla fine del mondo, quando la redenzione avrà il suo compimento, anche il corpo accompagnerà l’anima.

E così è bello pensare che il Signore è attento perfino a questo corpo che, diremmo, vale così poco. Siamo così cattivi eppure la misericordia del Signore è infinita. Ogni atto, diciamo, della redenzione è un tentativo di far capire che il Signore vuole stare con noi, è innamorato di noi.
E noi come siamo, nella nostra miseria, nella nostra povertà, Lui è innamorato tanto da ridonarci persino il corpo. Non sappiamo come avverrà, perché è una grazia, ma la scrittura parla chiaro.

E questo ci impegna a prendere sul serio le parole di Maria che abbiamo ascoltato nel Vangelo: ha guardato l’umiltà della sua serva e ha fatto in me grandi cose.
Possiamo dire anche noi, con le debite distanze, che ha guardato la nostra miseria e ha fatto di noi grandi cose. Nonostante la nostra miseria, il nostro limite, la nostra poca risposta a quello che Lui ha fatto, Lui si ostina a rendersi sempre più vicino a noi, a farci partecipi sempre di più alla sua volontà, al suo Essere. Cristo è in cielo col corpo, la Madonna è in cielo col corpo e noi saremo in cielo col corpo.
È un senso di ringraziamento che dobbiamo avere, siamo destinati a godere anche col corpo l’eternità del Paradiso.

Si tratta di conservare l'espressione della Vergine, «ha guardato all'umiltà della sua serva»: dobbiamo considerare che siamo sempre indegni, siamo sempre poveri. Non possiamo pensare che siano i nostri meriti a portarci all'ultima espressione della redenzione, bensì l’amore di Dio.
Per questo dobbiamo conservare la coscienza, come ha fatto la Madonna, della nostra limitatezza accanto al destino a cui siamo chiamati, a vivere eternamente anche col corpo.





Scalfi

Articoli correlati
La Divina Liturgia per l’unità fra i cristiani oggiChiesa«Convergere nell’abbraccio della carità fraterna non può essere il frutto dello sforzo sovrumano di noi singoli individui». Alcune riflessioni a margine di una divina liturgia con il coro di Russia Cristiana.
Autore:
Zardin Danilo
Maestro nel canto e non soloChiesaSi è spento a Roma il gesuita padre Pichler, musicologo di grande sensibilità e di grande amore alla Chiesa orientale, che ha fatto molto per il recupero e la valorizzazione del canto bizantino. È stato un maestro per il coro di Russia Cristiana.
Autore:
Redazione
L’ineludibilità della PasquaChiesaAl centro del nostro anno liturgico c’è la Pasqua, sottolinea l’autore di queste «Lettere quaresimali» appena pubblicate, anzi possiamo dire che «In principio era la Pasqua». Le riflessioni dell’archimandrita Savva vogliono confortare la nostra tristezza.
Autore:
Mažuko Savva
Il terrore della confessione (Lettere quaresimali - 2)ChiesaIl disagio che proviamo davanti alla confessione nasce dalla mancanza del senso cristiano della vita. Invece di spalancarci alla grazia cerchiamo giustificazioni, usiamo pesi e misure. E dimentichiamo che è una riconciliazione con i fratelli.
Autore:
Mažuko Savva
La Pasqua di croce (Lettere quaresimali - 3)ChiesaLa solitudine di Dio che va incontro volontariamente alla sua «ora». Con un certo ardire la tradizione bizantina ci esorta a riconoscere che non sono la nostra pietà o le nostre croci, di cui non siamo mai del tutto innocenti, a salvarci. Ma la Sua Croce.
Autore:
Mažuko Savva
Anche noi col RisortoChiesaLa resurrezione si comunica anche a noi, Cristo ci coinvolge nella grandiosa opera della redenzione. Omelia di padre Scalfi per la Pasqua 2014.
Autore:
Scalfi Romano