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Uniti già nel cammino e nella conversione - 2

A Ginevra papa Francesco rilancia il cammino verso l'unità come modo di unire vocazione e missione, amore per il mondo e per Cristo. No a un ecumenismo che sia solo «strategia mondana». Seconda parte.

(…) La preoccupazione che papa Francesco confida e affida a quanti si occupano di ecumenismo va ancora una volta al cuore stesso della fede: non vi è infatti possibilità di vivere e operare in vista dell’unità tra i cristiani, se non condividendo l’ansia per l’annuncio missionario che nasce dalla certezza che l’incontro con Cristo, la conoscenza di Lui e il riconoscimento della presenza in Lui del volto del Padre e della potenza dello Spirito Santo sono quanto di più essenziale, in quanto cristiani, siamo chiamati a offrire al mondo.
La sottolineatura è assai forte, perché esclude esplicitamente che si possa operare – anche in una organizzazione come il CEC – pensando che si serva la causa dell’ecumenismo proponendo semplicemente un aiuto allo sviluppo umano o una opera caritativa che non siano la conseguenza dell’annuncio di Cristo. In altre parole, la proposta di un «umanesimo puramente immanente» segnerebbe una vera e propria infedeltà alla missione affidata da Cristo alla Chiesa e la svuoterebbe di significato, anche qualora venisse pensata come una strategia volta ad evitare il rischio di indebolire il consenso attorno al cammino ecumenico.(…)

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