Portale di informazione indipendente

Uniti già nel cammino e nella conversione

A Ginevra papa Francesco rilancia il cammino verso l'unità come modo di unire vocazione e missione, amore per il mondo e per Cristo. No a un ecumenismo che sia solo «strategia mondana».

Il 21 giugno 2018 papa Francesco si è recato in «pellegrinaggio ecumenico» a Ginevra, in Svizzera, presso la sede del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC ), una istituzione fondata nel 1948 con lo scopo di promuovere il dialogo e l’unità tra i Cristiani. I due discorsi da lui pronunciati per l’occasione – il primo durante un incontro ecumenico di preghiera, il secondo durante un incontro con la leadership del CEC – ci offrono una sintesi interessante di ciò che il Pontefice pensa e insegna riguardo al cammino verso l’unità, e su quali siano gli atteggiamenti di fondo cui invita tutti i credenti in Cristo, ma che rivestono un valore tutto particolare per i cattolici.
(…)
L'immagine del cammino, che nella descrizione di papa Francesco si rivela come una ricca ed esauriente metafora della vita, viene subito declinata mettendo l’accento da un lato sulle virtù necessarie per intraprenderlo (disciplina, pazienza, umiltà, cura per l’altro, conversione...) e dall’altra sul rischio che corre chi – per amore di comodità e per chiusura in se stesso – lo rifiuta, perdendo così la possibilità stessa della felicità. La parola di Dio, tuttavia, aiuta a vedere nel cammino non solo una metafora di tipo esistenziale e sapienziale, bensì piuttosto la condizione indispensabile per la fede. (…)
La radice delle divisioni e dei conflitti tra i cristiani viene identificata da papa Francesco con quella «mondanizzazione del pensiero» che contraddice radicalmente all’invito paolino da lui appena approfondito, e che nello stesso tempo coincide drammaticamente con la possibilità per il nemico di insinuarsi per produrre separazione e ostilità. La nascita del movimento ecumenico – di cui è parte integrante il CEC – viene definita da papa Francesco come opera della «grazia dello Spirito Santo», che ha in tal modo – per così dire – «ripreso l’iniziativa» di indicare alle Chiese un cammino non ripiegato nell’autoreferenzialità. (…)

La lettura dell'articolo completo è riservata agli utenti abbonati, effettua il login oppure abbonati per accedere a tutti i contenuti del sito.

Articoli correlati
Concilio di Firenze. Promessa per il futuroChiesaL’unità fra cristiani d’Oriente e d’Occidente è già stata proclamata nel 1439. Poi la politica l’ha vanificata, ma de iure nessuno ha potuto annullarla. Un seme piantato sei secoli fa che sta dando frutto oggi.
Autore:
Marchadier Bernard
L’ortodossia russa a due mesi da CubaChiesaL’incontro dell’Avana è stato una svolta, sia per i rapporti tra le Chiese, sia per la vita interna dell’ortodossia russa. Come la «pietra d’inciampo» evangelica scopre e mette alla prova le intenzioni profonde, le paure e soprattutto le speranze.
Autore:
Parravicini Giovanna
Ortodossi e cattolici sulla via di casaChiesaCuba è una sfida e un invito ai credenti, perché non si ha più il diritto di non volere l’unità. A Mosca tre ortodossi e due cattolici si sono detti in quale unità sperano. Nasce la cultura del dialogo.
Autore:
Stepanov Vladimir
Cultura dello scisma e cultura della comunioneChiesaL’incontro di Cuba ha toccato corde profonde. Da dove nascono le accuse di eresia degli antiecumenisti? Dalla politica, e da una crisi d’identità che vede nella tragedia dello scisma una necessità storica. Occorre purificare la memoria.
Autore:
Safyan Artemii
Celestino Migliore – nuovo Nunzio in RussiaChiesaNon ritirarsi mai davanti alle sfide della vita.
Autore:
Redazione
Il Concilio si chiude e apre tempi nuoviChiesaNei due messaggi conclusivi del Concilio ortodosso un forte richiamo al cambiamento: apertura al mondo, responsabilità, dialogo con tutti, rinuncia ai particolarismi. Nato sotto pessimi auspici, il Concilio ha sorpreso tutti, anche i partecipanti.
Autore:
Dell'Asta Marta