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Chiediamo perdono per il 1946

Una lettera coraggiosa scritta da un gruppo di ortodossi che riconoscono la difficile verità sul Concilio di L’viv quando, nel '46, la Chiesa ortodossa si incamerò la Chiesa greco-cattolica ucraina. Un fatto senza precedenti.

Il 10 marzo 1946 a L’viv, la Chiesa ortodossa russa si annetteva con la forza la Chiesa greco-cattolica ucraina, sotto la pressione del governo sovietico. Nel momento in cui il sinodo votò la «riunificazione» della Chiesa al patriarcato di Mosca, l’8 e 9 marzo, tutti i vescovi greco-cattolici ucraini si trovavano in prigione.
I 216 sacerdoti e i 19 laici riuniti nella cattedrale di San Giorgio di L’viv dall’NKVD, progenitore del KGB, erano alla mercé di un «gruppo d’iniziativa» guidato da due vescovi ortodossi, Antonij Pel’veckij e Michajlo Mel’nik, e da un prete ortodosso Gavriil Kostel’nik. Gli archivi ci hanno rivelato che fu Stalin stesso a decidere di eliminare la Chiesa greco-cattolica ucraina nel febbraio del 1945, dodici giorni dopo la conferenza di Jalta, tenuta assieme a Winston Churchill e Franklin D. Roosvelt.

Una finzione

Gli storici e teologi seri non ammettono alcun dubbio sul fatto che il sinodo di L’viv dell’8-10 marzo 1946 della Chiesa greco-cattolica ucraina fosse una pura finzione. Bohdan Bociurkiw, che fu professore di storia all’Università Carleton di Ottawa, ha scritto in proposito uno studio fondamentale che non è mai stato contraddetto [1]. Papa Benedetto XVI ha parlato nel 2006 di uno «pseudo-sinodo» che «attentò gravemente all’unità ecclesiale».
Anche Nicolas Lossky, teologo ortodosso francese membro del patriarcato di Mosca, ha riconosciuto che si trattò di una finzione [2]. In seguito alla sua soppressione e sino al 1989, la Chiesa greco-cattolica, che contava oltre 5 milioni di fedeli in Ucraina, divenne di fatto la principale vittima ma anche la principale forza d’opposizione al regime sovietico all’interno dell’URSS [3]. Pertanto noi esortiamo le autorità ortodosse attuali in Russia, Ucraina e ovunque, a riconoscere nulle le tragiche decisioni del Concilio di L’viv.


La delegazione del Concilio di L'viv si reca dal patriarca di mosca Aleksij. Da sinistra: E. Jurik, G. Kostel'nik, A. Pel'veckij, Aleksij, M. Mel'nik, I. Lotočinskij.


Responsabilità

La Chiesa ortodossa in Russia nel suo complesso non può essere considerata responsabile delle decisioni prese da autorità ecclesiastiche manipolate o terrorizzate dall’NKVD-KGB. Ciò nondimeno noi ortodossi che viviamo 70 anni dopo questi avvenimenti ci sentiamo responsabili del colpevole silenzio che circonda la distruzione di questa Chiesa per mano del regime sovietico, con la partecipazione del patriarcato di Mosca.
Noi sappiamo che milioni di fedeli ortodossi nel mondo condannano fermamente le persecuzioni antireligiose del governo sovietico e di Iosif Džugašvili in particolare. Pertanto, in questo giorno memoriale del 10 marzo 1946, alla vigilia di domenica 13 marzo 2016, Domenica del Perdono secondo il calendario liturgico ortodosso, assicuriamo alla Chiesa greco-cattolica ucraina la nostra solidarietà, la nostra preghiera per tutte le sue vittime innocenti che furono imprigionate, torturate, deportate e assassinate dal governo sovietico con la complicità del patriarcato di Mosca.
Chiediamo umilmente perdono di tutte le ingiustizie di cui sono stati vittime con la copertura dell’autorità della Chiesa ortodossa, e ci inchiniamo davanti ai martiri di questa Chiesa greco-cattolica ucraina.

Antoine Arjakovsky, ortodosso (Parigi)
Andrej Chernjak, ortodosso (Mosca)
Taras Dmytryk, ortodosso (L’viv)
Jim Forest, ortodosso (Amsterdam)
padre Georgij Kovalenko, ortodosso (Kiev)
Inga Leonova, ortodossa (New York)
padre Christophe Levalois, ortodosso (Parigi)
padre Michael Plekon, ortodosso (New York)
Ol’ga Sedakova, ortodossa (Mosca)
Konstantin Sigov, ortodosso (Kiev)
Cyrille Sollogoub, ortodosso (Parigi)
Daniel Struve, ortodosso (Parigi)
Natal’ja Vasilevič, ortodossa (Minsk)
Bertrand Vergely, ortodosso (Parigi)
Andri Yurash, ortodosso (Kiev)


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[1] B. Bociurkiw, The Ukrainian Greek Catholic Church and the Soviet State (1939-1950), Canadian Institute of Ukranian Study Press, 1996 ; cf. aussi B. Bociurkiw, « Le synode de Lviv », Istina, XXXIV, n° 3-4, 1989.
[2] Commissione mista per il dialogo teologico tra cattolici e ortodossi, Catholiques et orthodoxes: les enjeux de l’uniatisme: Dans le sillage de Balamand, Paris, Bayard, 2014.
[3]Antoine Arjakovsky, En attendant le concile de l’Église Orthodoxe, Paris, Cerf, 2011.

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