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Filosofia di sopravvivenza

Una cosa successa oggi, la scrivo prima di dimenticarmela.

In una piccola libreria, di quelle di una volta conservatasi per puro miracolo vicino a Krasnye Vorota, ho trovato bene in vista un calendario su Stalin, il «montanaro del Caucaso». Quando l’ho visto mi sono subito ritirata in buon ordine, pensando che in un posto del genere il libro che cercavo non l’avevano di sicuro, e che ora mi sarebbe toccato andare fino in centro alla libreria «Falansterio», ma siccome ero stremata… ci sarei andata domani… Sulla porta mi richiama il venditore, un tipo d’aspetto – come avrebbe detto mia nonna – piuttosto signorile.

– Non ha trovato quel che cercava?
– No, grazie.
– E cosa cercava?
– Il libro di Barnes.
– Ah, Barnes – esclama il commesso – quello su Šostakovič? Che romanzo, davvero splendido!…
– Mi scusi – non ce l‘ho fatta a stare zitta – come fa a dire che il romanzo di Barnes su Šostakovič è stupendo e poi vendere questa roba appesa qua? [e mostro il calendario]

Il venditore è restato un attimo gelato, fissandomi, poi ha sorriso più o meno come l’adulto esperto davanti all’ingenua domanda di una scolaretta:
– Vede, noi siamo gente che vende. Tutti siamo in vendita. Non c’è niente di personale. È un periodo così. Ma fa niente, passerà anche questo. L’importante è che Lei legga buoni libri per non confondersi le idee.